La grande coalizione pro Tav

L’elezione del presidente della comunità montana della val di Susa e Sangone non è una piccola questione locale. Per quella valle deve passare la linea ferroviaria ad alta velocità tra Torino e Lione, parte del corridoio transeuropeo meridionale. Gli amministratori locali democratici della valle propendono per un’alleanza con quelli schierati contro la Tav, ma il sindaco e il presidente della provincia di Torino, Sergio Chiamparino e Antonio Saitta, ambedue del Pd, hanno lanciato un’idea per certi versi dirompente.
8 AGO 20
Ultimo aggiornamento: 21:30
Immagine di La grande coalizione pro Tav
L’elezione del presidente della comunità montana della val di Susa e Sangone non è una piccola questione locale. Per quella valle deve passare la linea ferroviaria ad alta velocità tra Torino e Lione, parte del corridoio transeuropeo meridionale. Gli amministratori locali democratici della valle propendono per un’alleanza con quelli schierati contro la Tav, ma il sindaco e il presidente della provincia di Torino, Sergio Chiamparino e Antonio Saitta, ambedue del Pd, hanno lanciato un’idea per certi versi dirompente. Si costituisca, limitatamente all’area interessata alla Tav, un’alleanza tra Pd, Pdl e altri amministratori favorevoli alla realizzazione dell’opera ferroviaria. Altrimenti il Pd presenti una propria lista, separata e opposta a quella dei no Tav. L’attacco di Chiamparino ai suoi compagni valsusini è netto. La loro scelta di allearsi con i no Tav è “gravemente sbagliata”, punta “soltanto alla conquista del governo della comunità montana” e, per giunta, “rischia di far naufragare un punto programmatico fondamentale del partito mettendo in grave difficoltà la maggioranza in regione alla vigilia delle elezioni del 2010”.

Non si sa se l’iniziativa di Chiamparino avrà successo, ma rappresenta un fatto nuovo rilevante, non soltanto per la sua valenza piemontese. Il concetto di fondo è che se sono in ballo interessi nazionali condivisi, per stabilizzare la situazione e bloccare spinte eversive, è possibile non soltanto realizzare convergenze di merito ma addirittura un’alleanza esplicita delle forze politiche che si contendono la guida del governo a livello nazionale. Significa avere un’idea del carattere alternativo delle formazioni politiche principali che non diventa incompatibilità, come sostengono invece i rinfocolatori travestiti da moralisti. E’ di un certo rilievo che anche in una fase di confronto congressuale, nel quale le varie liste si contendono aggressivamente la leadership, ci sia qualcuno che conserva il sangue freddo e riesce persino, come ha fatto il sindaco torinese, a raccogliere adesioni alla sua proposta da esponenti di tutti gli schieramenti congressuali (dai quali personalmente ha deciso di tenersi lontano).